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È arrivata la sentenza per gli assassini del cane Angelo, i quattro ragazzi di Sangineto provincia di Cosenza che hanno impiccato e massacrato a bastonate un randagio indifeso il 24 Giugno scorso.
Pena massima di 16 mesi, ma subordinata all’esecuzione di sei mesi di pubblica attività da svolgere presso associazioni animaliste (chissà la gioia degli animalisti che dovranno lavorare con loro) e il buon esito dell’attività dovrà essere certificato dal responsabile della struttura. Oltre ai lavori utili si aggiungono 2000 euro di multa per ciascun condannato e il pagamento delle spese processuali.
Sentenza importante ma che non basta, certi reati meritano leggi severe, anche chi ammazza un essere umano spesso non sconta nemmeno un giorno di carcere, non ci meravigliamo quindi di queste leggi. In Italia continua ad essere la stessa storia, pagano sempre persone perbene che inciampano in qualche reato mentre molti assassini spesso sono messi in libertà.
Noi che puntiamo a dare più diritti e servizi agli animali e ai loro “propietari” nel nostro comune e non solo, non possiamo accettare queste leggi, come per chi ammazza un essere umano o un animale chiediamo pene più severe e leggi che vengano applicate.
Fabio Ariotti
Animalisti Lega
24/05/2017