
L’uccisione di George Floyd negli USA da parte di due poliziotti è un fatto gravissimo, che disonora la divisa e infanga il lavoro fondamentale che viene portato avanti da milioni di agenti di ogni reparto di Polizia.
Più che razzismo lo considero un omicidio di ignoranza e cattiveria gratuita. Abbiamo altri esempi con situazioni identiche in cui le vittime erano persone di pelle bianca, ma purtroppo sono passati tutti in secondo piano.
È raccapricciante assistere a scene del genere, ed è anche la conseguenza della crescente iniquità che affligge la nostra società moderna. Ma certe circostanze non si possono dividere in etnie, reparti e schieramenti politici.
Il Presidente Trump ha da subito fatto avviare un’indagine da parte dell’FBI e del Dipartimento di Giustizia affinché si potesse fare chiarezza e soprattutto giustizia su questo fatto. Il poliziotto Derek Chauvin è stato arrestato accusato di omicidio colposo, gli altri tre poliziotti che erano con lui licenziati.
Sono iniziate da subito proteste più che legittime, durante le quali abbiamo visto persone bianche e nere camminare insieme contro il “razzismo”. Sicuramente gli Stati Uniti d’America hanno un passato burrascoso per quanto riguarda il tema del razzismo nei confronti degli afroamericani, ma nonostante non si possa identificare totalmente questo come un omicidio di stampo razzista, sono lontani i tempi delle marce e proteste pacifiche guidate da Martin Luther King. Un esempio per molti, una figura storica, che ha segnato una parte di storia del XX secolo, che ci ha lasciato un messaggio importantissimo, ma che purtroppo non è preso d’esempio da tutti, soprattutto da chi partecipa in questo periodo a queste manifestazioni che di pacifico non hanno nulla.
Oltre agli avvenimenti di ignoranza e razzismo nei confronti degli afroamericani, la convivialità in molte zone degli Stati Uniti è diventata impossibile e nel corso degli anni non si sono attenuati i dissapori tra le varie etnie e gli episodi di intolleranza, in ogni comunità. Non sono mai cessati.
George Floyd, una persona che aveva molti precedenti penali, condannato per ben 5 volte, e nel 2007 aveva fatto irruzione in una casa dove aveva persino minacciato una donna incinta puntandole la pistola alla pancia. Un figura sicuramente discutibile, che non deve diventare il simbolo della ribellione degli afroamericani contro il razzismo e l’intolleranza, anche perché sono diversi gli afroamericani che meritano uno spazio importante nella storia della lotta ai diritti umani.
Come afferma Candance Owens, giornalista afroamericana, “George Floyd non è il mio martire. Nessuno vuole dire la verità al riguardo. Pur condannando l’operato dell’agente colpevole di omicidio, sottoscrivo ogni parola. Basta leggersi la fedina penale di Floyd. Ciò non sminuisce l’atroce atto che ha subito, ma toglie il velo di ipocrisia e strumentalizzazioni messo dai “progressisti” americani e nostrani”.
Tutto ciò appunto, non giustifica l’omicidio di Floyd da parte del poliziotto. Questo avvenimento va duramente denunciato e deve essere fatta giustizia, affinché episodi del genere non accadano mai più, non solo nei confronti degli afroamericani, bensì nei confronti di qualsiasi cittadino.
Le proteste per la morte di Floyd sono da subito degenerate in guerriglie urbane e devastazioni da parte di molti manifestanti che hanno saccheggiato negozi, messo a ferro e fuoco le città americane e non solo.
Giuste e legittime le proteste pacifiche, ove in alcuni casi persino i poliziotti hanno tolto i caschi e marciato assieme ai manifestanti. Ma purtroppo sono troppi gli infiltrati, se così li possiamo definire, che disonorano la morte di Floyd e i buoni intenti della protesta. Come avviene in molti casi alcuni terroristi si infiltrano tra le fila dei manifestanti per destabilizzare e devastare tutto ciò che incontrano. Le immagini che abbiamo visto in questi giorni sono gravi quanto le immagini dell’omicidio di Floyd. Negozi saccheggiati, auto in fiamme, scontri violenti contro la polizia, simboli storici danneggiati, persone invalide aggredite e persino omicidi.
Non è difficile pensare che qualcuno sta sfruttando la morte di George Floyd per chiari fini politici. Sono vicine le elezioni presidenziali negli Stati Uniti dove Trump deve cercare di confermare la fiducia degli americani nei suoi confronti. E proprio Donald Trump è diventato l’obiettivo numero uno dei manifestanti, accusandolo indirettamente della violenza della polizia contro gli afroamericani. Ma è stato proprio Trump il primo ad esporsi per condannare l’accaduto. Inoltre sotto la sua presidenza le vicende di violenza contro le persone di colore sono state sicuramente inferiori rispetto al passato, soprattutto quando il presidente degli states era l’afroamericano Obama.
Trump ha chiesto pubblicamente giustizia per Floyd, ha condannato la violenza, si è schierato con i manifestanti pacifici, ma non è potuto stare a guardare durante la messa a ferro e fuoco dell’intera America, e il dispiegamento delle forze della Guardia nazionale è stato necessario per cercare di ristabilire l’ordine.
Le proteste continuano e purtroppo in ogni parte del mondo stanno degenerando, con atti vili e di una tristezza e stupidità infinita. Vandalizzate le statue di Churchill, dei caduti delle guerre mondiali, e persino quella di Gandhi. Tutti razzisti secondo molti manifestanti, che protestano contro la violenza seminando altrettanta violenza e distruzione.
Durante le proteste e i saccheggi è stato persino ucciso un poliziotto afroamericano in pensione da un gruppo di “manifestanti” che hanno fatto irruzione in un banco dei pegni, David Dorn, 77 anni, ucciso senza pietà da questi terroristi, e nessuno ovviamente ne parla.
Dave Patrick Underwood agente della polizia federale, 53 anni, ucciso da alcuni proiettili sparati durante le proteste. Anche lui era afroamericano, ma a mio avviso questo non fa alcuna differenza. Si tratta sempre di una vittima, ucciso da questi delinquenti e assassini che sfruttano le proteste per scatenare la loro vera indole criminale.
Sono diverse le vittime provocate dai disordini delle manifestazioni Black Lives Matter, persone innocenti, uccisi dalla rabbia e dalla violenza scaturita da queste manifestazioni. Si auspica una presa di posizione netta da chi vuole protestare pacificamente per una questione importante che di certo non deve essere infangata dai comportamenti di questi terroristi.
Ma purtroppo le proteste continuano a degenerare, e le proposte deliranti per cambiare la storia e il presente anche nei piccoli particolari si stanno istituzionalizzando. Ormai così come accade per il Covid-19 i messaggi del “movimento antirazzista” spuntano su internet, sui social e persino nei videogiochi. La popolazione deve essere bombardata da certe notizie e certi messaggi ovunque. Inoltre parlando di Coronavirus, per le manifestazioni del Black Lives Matter le regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio non valgono, e ovviamente nessuno dice nulla al riguardo.
Molti hanno preso seriamente certe richieste, così qualcuno ha pensato bene di bandire e rimuovere dalle piattaforme streaming film come “Via col Vento” perché considerato razzista, mentre proprio per quel film, l’attrice Hattie Mcdaniel fu la prima afroamericana a vincere un premio Oscar. Per non parlare dei cioccolatini Moretti, ritirati dai supermercati dall’azienda Migros per le accuse di razzismo lanciate in questo periodo dai paladini della giustizia dell’antirazzismo universale. Non si tratta di uno scherzo, tutto ciò è accaduto veramente!
Il metodo è sempre lo stesso: attaccare e perseguitare chi esce fuori dal coro, sfruttare l’occasione giusta per distrarre e fomentare le masse, trovare un nemico, accusarlo di razzismo e fascismo e sfruttare l’ingenuità di molti utilizzandola per sciagurati fini politici.
Questa è la triste realtà che ci troviamo di fronte. Gli afroamericani dovrebbero sentirsi usati, insultati e presi in giro dal comportamento di questi manifestanti e dagli obiettivi di queste manifestazioni. Le proteste sono diventate biecamente strumentali, di una stupidità e violenza inaudita.
E intanto l’elite e non solo si allinea e cavalca la protesta per fini politici, affinché i loro loschi obiettivi di potere e sottomissione dei popoli possano continuare con l’arte dell’inganno, che nel presente e nel passato ha sempre funzionato come “divide et impera”, e qualcuno come al solito ci sta cascando alla grande.
Anche in Italia purtroppo si sta accelerando verso questa direzione di grande ipocrisia e del pensiero unico, non solo tramite le leggi italiane continuamente violate nell’indifferenza del governo attuale che non si oppone minimamente alla continua invasione di immigrazione clandestina e alle umiliazioni che sta subendo il nostro paese, ma anche attraverso la scia del messaggio Black Lives Matter che deve arrivare prepotentemente nel nostro paese. Così vediamo nella finale della coppa calcistica nazionale un inno storpiato e dimenticato dal cantante afroamericano Sylvestre, che oltre all’errore, termina di cantare esibendo il pugno sinistro al cielo. Ipocrisia e indrottinamento forzato verso il politicamente corretto inaccettabile, che calpesta ancora una volta i valori e le tradizioni della nostra nazione.
Valutando ogni situazione e ragionando con la propria testa, siamo orgogliosi di essere tra le tante persone considerate “fuori dal coro” e a mio avviso oggi è di fondamentale importanza, forse per sopravvivere, ma soprattutto per non continuare a farsi prendere in giro.
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Fabio Ariotti
Lega Giovani Liguria
Inoltre con questa emergenza ne abbiamo viste e ne vedremo delle “belle”..
https://www.notizie.it/esteri/2020/05/28/donald-trump-usa-accelerare-indagini-george-floyd/

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