
Ho presentato in Consiglio comunale un’interrogazione dove ho evidenziato la situazione dei rifiuti ingombranti che va avanti da anni e la cosa è più marcata soprattutto nei quartieri collinari e nelle periferie: il quartiere delle lavatrici, Voltri 2, Dinegro, Begato, il Cep di Prà e tutti gli altri sono tra i più colpiti dal fenomeno. La presenza di telecamere e l’aumento di esse, potrà fare da deterrente, però questi episodi di inciviltà sembrano non placarsi: servirebbe un progetto mirato che blocchi fin dal principio gli incivili che continuano a scaricare rifiuti ingombranti dove non possono. Sappiamo che è prevista l’installazione di nuovi impianti di videosorveglianza, ma sono fondamentali progetti per prevenire questo problema e la collaborazione di tutti”.
E’ questo ciò che ho ribadito in una interrogazione in Consiglio comunale riguardo alla questione delle discariche abusive che colpisce sia la centro città, sia le periferie. Tra le zone più colpite vi sono Cornigliano, Sestri Ponente e Certosa e i quartieri collinari. La situazione, già inizialmente critica, è peggiorata a seguito del crollo del Ponte Morandi.
“La principale causa di tutto questo è l’inciviltà di qualche personaggio. Anche il singolo cittadino deve fare la sua parte, aumentare la raccolta differenziata e individuare i delinquenti che scaricano abusivamente. Abbiamo chiesto, e l’amministrazione ci ha risposto, una maggiore attenzione per questo fenomeno che va bloccato al più presto”.
La risposta dell’assessore all’Ambiente e Rifiuti Matteo Campora: “Su alcune vie come quelle di Sestri e di Cornigliano siamo intervenuti già nei giorni scorsi. Purtroppo ci siamo trovati ad affrontare una duplice situazione tra prima e dopo 14 agosto, e la cosa ha complicato ulteriormente la questione”.
“Dopo il crollo del viadotto Amiu ha perso 30mila metri quadrati, perché le strutture per gestire la Valpolcevera e il ponente non ci sono più. Da qualche giorno abbiamo ricevuto le autorizzazioni necessarie per la creazione di nuove aree, ma non va dimenticato che Ecolegno – la società partecipata al 51% che gestiva il recupero degli ingombranti per conto di Amiu – è rimasta sotto il moncone ovest del Morandi, così come una delle quattro isole ecologiche della città. I siti stoccaggio degli ingombranti devono essere collocati in posti ad hoc. Le cose da fare sono molte, ma da fine settembre sono ripartiti i recuperi stradali: si pensi che dal 27 settembre al 19 ottobre sono state recuperate circa 35 tonnellate di materiale a Levante e 80 a Ponente, che – sommate a quelle raccolte in altre aree della città – portano complessivamente a 129 tonnellate di rifiuti”.
L’assessore conclude: “E’ uno sforzo importante e in questo momento comporta anche un affidamento a terzi, perché la filiera non esiste più. Tutto questo rappresenta un costo: prima lo smaltimento degli ingombranti costava un po’ più di 100 euro a tonnellata, e questo proprio perché gestito da una società facente capo ad Amiu, ma ora i prezzi sono raddoppiati. Amiu sta agendo sul territorio, ed entro gennaio avremo anche una ventina di telecamere che potranno servire a identificare i trasgressori. In questo scenario, però, è necessario che ciascuno di noi non giri la faccia dall’altra parte quando si trova davanti a episodi del genere: se vediamo camioncini con cittadini (che non andrebbero manco chiamati così) scaricare roba dove non dovrebbero non bisogna far finta di nulla. Deve essere un’azione di collaborazione tra cittadini e amministrazione, perché altrimenti non si può andare avanti”.

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